1990-2021 – La produzione artistica indipendente

Tony Carnevale ha al suo attivo 8 album da lui interamente realizzati e prodotti, di cui due come TC Open Project.

Il primo progetto solista nasce da una ricerca sulla dimensione artistica che l’artista svolge sin dal 1986. Nel 1989 una prima concretizzazione si manifesta in una mostra di pittura alla Sala Congressi Hotel Princess di Roma, dell’artista Roberta Demuro dal titolo “Risonanze: Inconscio, Musica, Pittura”.

 

 

 

La mostra era accompagnata dalla proiezione di un video, realizzato con riprese in movimento dei quadri esposti ed era sonorizzata con le musiche realizzate da Tony. E’ stata l’occasione per raccogliere le composizioni, da lui interamente arrangiate, orchestrate, eseguite al pianoforte e alle tastiere, per avviare un progetto totalmente sotto la propria direzione artistica e produzione musicale indipendente.

Nel 1991, nasce così “Risonanze (CD, Artonica), che esce in abbinamento ad un libro contenente foto di opere pittoriche di Roberta Demuro e scritti poetici di diverse autrici.

 

 

Risonanze è stato inserito nella “Enciclopedia do Rock Progressivo” pubblicata in Brasile ed ha ricevuto un notevole gradimento da parte del pubblico appassionato di Progressive, pur essendo un lavoro pensato per orchestra sinfonica moderna.

 

 

 

 

Il secondo album di Tony Carnevale matura in diversi anni, da un lato proseguendo la medesima ricerca, dall’altro passando da una visione solistica a quella collettiva che ne caratterizzerà la produzione a lungo, attraverso la costruzione di una rete di relazioni con importanti musicisti. Un’importante occasione si manifesta il 22 Aprile 1993, con la partecipazione al concerto “Progressivamente” tenutosi al Castello di Roma, nel quale si esibì insieme al “Banco del Mutuo Soccorso”. Questo suggellò l’avvio di quella che sarebbe stata una lunga collaborazione di Tony con il cantante Francesco Di Giacomo e il chitarrista Rodolfo Maltese.

 

Mai avrei potuto pensare che le coincidenze della vita mi avrebbero portato a lavorare insieme a quei mitici musicisti che avevano fatto da colonna sonora alla mia prima estate da adolescente innamorato

(Tony Carnevale)

 

In quel periodo, nei concerti, oltre a Francesco e Rodolfo, si alternano senza soluzione di continuità: alla batteria Pierluigi Calderoni (Banco) e Fabrizio Fratepietro, al basso, Pippo Matino e Fabio Fochesato, al sax Giancarlo Maurino, alle percussioni Riccardo Cascino, alla chitarra Rudy Costa e, come seconda voce,  Daniela Soraci.

Nello stesso anno Tony si esibisce con la propria band nei concerti: “Frammenti – percorsi sonori non omologabili” a Castel S. Angelo e al Big Mama di Roma, dove ha modo di sviluppare le sue composizioni e gli arrangiamenti, dirigendo il gruppo strumentale, suonando inoltre pianoforte e tastiere.

 

 

 

Il disco “La Vita Che Grida” (CD, Artonica), uscirà quindi nel 1995, sebbene già l’anno precedente, la sua title track viene pubblicata nel fascicolo 6 dal titolo: “Alla ricerca del nuovo: il rock progressivo (CD La Repubblica/EMI Italiana), della collana “L’Italia del rock”, che arriva a vendere circa 120.000 copie.

 

 

 

Nel 1995 il secondo brano “Fuoco E Ferro” entra nella compilation della rivista “Thunder Ermitage” “Tuono” (CD THN 0130-2)

 

 

 

 

Nello stesso anno e nel successivo, Tony porta in concerto i brani del nuovo disco, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, per la manifestazione “Musa Musica” (1995), a Grosseto – per Lega Ambiente –  e al Frontiera di Roma per l’evento “Concerto grosso” (1996), poi replicato all’Alpheus

In quel periodo si stavano consolidando esperienze nel campo della danza, grazie alla collaborazione con la coreografa Elisabetta Melchiorri (vedi colonne sonore).

 

 

 

 

L’unione tra la produzione musicale e quella delle colonne sonore, porta nel 1999 alla pubblicazione del nuovo lavoro discografico III Movimento – A dance Opera for Rock Symphonic Orchestra” sotto forma di triplo CD, per raccogliere tutte opere che costituivano la colonna sonora dell’omonima opera coreografica realizzata con Elisabetta Melchiorri.

 

 

 

 

Unione, quindi: da un lato quella sonora, tra il movimento “invisibile” della ritmica moderna e quello dell’orchestra sinfonica con l’intento di dare vita ad un “sinfonismo moderno”, sorretto da una struttura compositiva rigorosa e di carattere contrappuntistico, che tiene conto, tuttavia, delle personalità degli esecutori; dall’altro, il movimento “visibile” dei corpi, entrambi materiali rappresentazioni dell’invisibile movimento del pensiero creativo umano.

In questo lavoro, ritorna il confronto di Tony con la tradizione classica, con l’elaborazione dei “Quadri Di Un’Esposizione” di M. Musorgskij, terza traccia dell’album. L’opera è stata poi riconosciuta dalla SIAE come semioriginale.

Nel 2002, la colonna sonora che Tony Carnevale ha composto, arrangiato, orchestrato, diretto, eseguito al pianoforte e prodotto, per il film “Una Bellezza Che Non Lascia Scampo”, diventa un album pubblicato su CD, per l’etichetta DGP ENTERTAINMENT Records.

 

 

 

 

Ho imparato, facendole, cose di cui i miei insegnanti non avevano forse neanche mai sentito parlare, ogni volta affrontando qualcosa per la prima volta e senza nessuna preparazione specifica. Spesso tentando di raccontare qualcosa, un amore, una storia, o una semplice emozione.

(Tony Carnevale)

 

 

Il concerto tenutosi al Frontiera Club di Roma nel 1996, al quale hanno preso parte tredici musicisti, tra i quali Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco era stato un evento troppo bello per restare estemporaneo. Nel 2003, a seguito delle richieste dei partecipanti ai suoi Laboratori, Tony decide di fissarlo su disco e renderlo parte della sua storia discografica. Nasce così “Live Symphonic-Rock Concert” (CD, Artonica 96), quinto album dell’artista.

 

 

 

 

Dopo un esperienza di energia così intensa, Tony sente l’esigenza di un progetto più intimo. Una raccolta di brani nati in tempi diversi, e diversi contesti, ma accomunati da un carattere riflessivo. Tutte emozioni profonde e intense, ma raccontate “piano”.

Nasce così, nel 2006, il sesto lavoro dell’Artista che ufficializza l’esperienza del TC Open Project, Piano (CD, Artonica 96).

 

 

““piano” è una parola che significa tantissime cose, ma qui non c’è nessun piano nel senso di “pianismo”, niente che sia fine a se stesso; avevo solo voglia di offrire qualcosa, semplicemente, fuori da ogni ruolo e immagine professionale, sentendo solo le emozioni e pensando alla possibilità di emozionarsi di altri esseri umani…” 

(Tony Carnevale)

 

 

Come a fare da contraltare ad un lavoro così introspettivo, dopo il 2006 Tony si impegna nella scrittura di un’opera corale, destinata al teatro. Un sogno ad occhi aperti che ha coinvolto un numero enorme di artisti, senza distinzioni di professionalità o fama, dagli allievi dei laboratori di formazione a musicisti di caratura internazionale.

 

 

 

 

Dreaming a Human Symphony (CD, Artonica 96) è la settima pubblicazione di Tony Carnevale, uscita nel 2009 e rimasterizzata nel 2013.

Un lavoro ciclopico, che ha visto una sua prima concretizzazione nello spettacolo tenutosi, sempre nel 2009, al Funnel di Roma, ma che avrà certamente ancora molto da dire nel futuro…

 

Sono stato fortunato, ho avuto la possibilità di fare il musicista e vivere, anche materialmente, della mia musica, nonostante gli sforzi di persone che ce la mettono veramente tutta, e ripeto veramente tutta, pur di farti mollare. Ma forse non capiscono che una forte passione non può morire, proprio perché probabilmente loro una cosa così non l’hanno mai vissuta.

(Tony Carnevale)

 

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